Lustralia – Abluzioni Liriche, LunaNera, 2016

È uscita la mia seconda silloge poetica, o meglio,  il mio primo prosimetrum, dal titolo Lustralia -Abluzioni Liriche, LunaNera Edizioni, 2016.

Prefazione di Eufemia Griffo.

Progetto fotografico e illustrativo “Immersioni Vegetali” di Alessandra Bincoletto.

Edito da Associazione Culturale LunaNera.

Il volume verrà presentato il 9 Dicembre 2016, presso il Caffè Letterario Notturno Sud, a Bologna.

Una bella serata di poesia, musica e piacevoli conversazioni.

Relatore: Carmine Valendino, presidente dell’Associazione Culturale LunaNera
Lettura attoriale a cura di Luisa Vitali
Interventi musicali di Eleonora Beltramello
Saranno presenti:
Roberta Borgianni, vicepresidente dell’Associazione Culturale LunaNera
Alessandra Bincoletto, l’artista ideatrice del progetto illustrativo “Immersioni Vegetali”.

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Stelle Spente

Ricordi?

Scivolavamo insieme
verso il nulla –
labbra fredde
alla deriva
di infinite illusioni
immobili,
inutili.

E il sudario del mare
ad avvolgere
i nostri sogni morenti.

Ricordi?

Liuti e flicorni
negli abissi –
variazioni di silenzio
lungo il nostro incedere
spettrale,
simulacro sterile
di vacue sembianze.

E l’eclissi d’ogni amplesso,
a spalancare il respiro
di una lacrima.

Ma non era tempo ancora
di morire.
Non con te.
Non per te.

Ricordati di me.

Capelli scarmigliati,
svanivo dai tuoi occhi –
stella spenta.
Germe di luce
per un altrove
palpitante d’attesa.

Ricordati di te.

Eroe caduto,
svanivi dai miei occhi –
stella spenta.
Vivente sepolcro
vuoto di parole,
vuoto di emozioni.

Nella mia crisalide,
ali di fenice
fremono in fiamme –
atroce bellezza
che non potrai conoscere
né ricordare.

 

Maria Laura Valente, in Lustralia – Abluzioni Liriche, LunaNera, 2016.

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Non Solo Giappone – ‘Metamorphosis’ vince il Premio Letterario Nazionale ChiaroScuri di Luna.

 

La mia lirica Metamorphosis Prima Classificata nella sezione poesia al Premio Letterario Nazionale ChiaroScuri di Luna, Gorgonzola, 30 Ottobre 2016.

 

Metamorphosis

Nacqui
da una fresca aurora –
ranuncolo pallido
occhi di vento dell’est,
sillabavo briciole d’arcobaleno.

Crebbi
sotto un lesto mattino –
esile betulla
plasmata da spume marine,
cantilenavo lucciole e stelle cadenti.

Scivolai via
nei rintocchi di mezzogiorno –
arbusto divelto
alla deriva di mondi in frantumi,
vaneggiavo di assenze e naufragi di sogni.

Trasmutai
lungo il declinare del meriggio –
virente paulonia
baluardo d’insperate emozioni,
narravo palingenesi a fior di labbra.

Fu allora che
un fiocco di neve
sbocciò
sul più alto dei rami
dischiudendo
una timida alba
sul far della sera.

E così
rimirando la mia gemma
veleggio verso il tramonto.

Diafano cristallo,
negli specchi del crepuscolo
rifletterai
un dì
la mia perduta essenza.

Eterea favilla,
conducimi piano
quel giorno
in un notturno luminoso
e nudo d’ogni oblio.

Maria Laura Valente