La Traduzione italiana del Commento di Nicholas Klacsanzky al mio haiku “endless mantra”

La poetessa e traduttrice Anna Maria Domburg-Sancristoforo ha curato la traduzione in lingua italiana del commento scritto da Nicholas Klacsanzky (Haiku Commentary, 12/11/16) sul mio haiku “endless mantra”, pubblicato il 18 Ottobre 2016 sul The Mainichi.

http://mainichi.jp/english/articles/20160923/p2g/00m/0fe/109000c

summer wind –
in the sound of waves
an endless mantra

vento d’estate –
nel suono delle onde
mantra infinito

© Maria Laura Valente, Italy

Al primo verso si legge ”summer wind”, vento d’estate, il vento che attenua la calura incombente.

La poetessa precisa la stagione e in questo modo permette al lettore di riversare nello haiku  durante la lettura tutte le nozioni da lui associate all’estate.

Nello haiku il riferimento stagionale funziona esattamente così, facendo affiorare alla superficie le nostre storie personali legate ad un determinato periodo di tempo e gli elementi culturali a questo collegati. È questa una delle ragioni per cui lo haiku può essere così breve: il numero delle associazioni che il poeta  riesce ad inferire mediante l’accenno alla stagione e l’attenzione selettiva alle parole va ben oltre ciò che viene scritto.

La poetessa usa poi qui il trattino, un’ottima scelta per evitare che il primo verso si espanda nel secondo. L’uso del trattino offre inoltre al lettore un momento di pausa, durante la quale immaginare il vento estivo e forse anche richiamare alla mente i ricordi ad esso legati. Alcuni haiku traggono vantaggio da versi che si espandono l’uno nell’altro, mentre altri richiedono un approccio diverso.

Dipende dal poeta se dare la preferenza ad una interpretazione più libera o ad una più vincolante per mezzo della battuta d’arresto.

Nei due versi seguenti la poetessa si sofferma sul suono delle onde e lo paragona a un mantra. Nello haiku si fa generalmente uso della percezione sensoriale non solo per rappresentare il qui ed ora, ma anche per esprimerne significato e sensazioni. In questo haiku la percezione sensoriale scelta è il suono.

Trovo che la parola mantra sia una descrizione appropriata per il suono delle onde, in quanto nei mantra spesso non conta tanto il significato, quanto il loro suono come strumento meditativo. In genere, non interpretiamo cosa ci dicono le onde con il loro rumore ma rimaniamo semplicemente in ascolto e quel suono ci rilassa.

Visto che in questo haiku (come nella maggior parte degli haiku) troviamo una contrapposizione, è bene soffermarci su come le due parti interagiscano tra loro. Il vento d’estate e il suono delle onde sono entrambi calmanti e sembra risuonare in entrambi un’elevata melodia. L’estate d’altra parte è un periodo che vorremmo continuasse per sempre e questo sentimento viene espresso dall’eterno mantra delle onde. La poetessa sta anche probabilmente dicendo che il vento d’estate, squando soffia sulle onde, produce un suono, che lo fa somigliare a un mantra. È interessante questa contrapposizione che colloca il tempo spensierato dell’estate  accanto a un mantra, la cui natura implica una maggiore serietà. È una specie di yin e yang della gioia mondana e della pace dell’io interiore.

La marcata allitterazione della “s” sembra imitare il suono del vento. Anche la lettera “w” è prominente e conferisce leggerezza  al ritmo dello haiku. I versi hanno un andamento naturale e gradevole, secondo lo schema usuale di verso corto, verso lungo, verso corto. Il modo in cui il secondo verso è collocato, crea nel lettore un momento di attesa per l’ultimo.

Nel complesso questo haiku è  rassicurante come un mantra senza fine.  Caratterizzato da un  atteggiamento mistico verso  la natura, ha un potere rasserenante

Nicholas Klacsanzky

(traduzione in lingua italiana di Anna Maria Domburg-Sancristoforo)

Questo il link al commento originale in lingua inglese:

https://haikucommentary.wordpress.com/2016/11/12/maria-laura-valentes-mantra/

femenine-wave-hokusai

Immagine: Katsushika Hokusai, Menami (onda femminile), 1845

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