Il Kagerō nikki, di Maria Laura Valente

Un mio breve scritto sul Kagero Nikki, il Diario di un’effimera, di epoca Heian, pubblicato su Cinquesettecinque, il blog dell’Associazione Italiana Haiku.

CINQUESETTECINQUE

Kagerō nikkiNel variegato panorama della produzione di nikki 日記 delle dame di corte del periodo Heian, un discorso a sé stante merita il Kagerō nikki 蜻蛉日記, il “Diario di un’effimera”, risalente al X secolo.
Della sua autrice ignoriamo molte cose, tra le quali il suo nome poiché, in ossequio al principio dell’epoca – secondo il quale le donne venivano menzionate e ricordate solo attraverso richiami ai nomi o alle cariche degli uomini della propria famiglia – ella è passata alla storia come Fujiwara no Michitsuna no Haha, ossia “la madre di Fujiwara no Michitsuna”. Di lei sappiamo solo che è la figlia di uno dei tanti notabili di corte, inviato a fare il governatore di provincia, che suo marito è il nobile Fujiwara no Kaneie e che suo figlio si chiama Michitsuna. Ma soprattutto sappiamo che è una donna infelice, poiché la sua relazione coniugale, che non è all’altezza dei suoi sogni…

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La poetica del kinuginu, di Maria Laura Valente

Il mio studio sulla poetica del kinuginu di epoca Heian, pubblicato su Cinquesettecinque, il blog dell’Associazione Italiana Haiku.

CINQUESETTECINQUE

LoversNel microcosmo cortigiano di epoca Heian (794-1185), la poesia riveste un ruolo di estrema rilevanza nei rapporti sociali. Attraverso la versificazione si esprimono i sentimenti scaturiti da una intensa consonanza con l’istante vissuto, si imbastisce il dialogo amoroso, si dimostrano le proprie competenze culturali, si mette in luce la propria maestria compositiva e, non da ultimo, si dà prova della propria sensibilità.
In questo contesto, la poesia è intrinsecamente legata alla sfera comunicativa. Non si scrive solo per sé stessi bensì per cercare di trasmettere agli altri, attraverso la corrispondenza o la declamazione, l’intensità e l’unicità del proprio sentire. Da questa natura sociale della poesia scaturisce l’estremo rigore formale che caratterizza una prassi compositiva volta a trasformare la fluida libertà della percezione estetica in un testo poetico con caratteristiche nettamente definite, come il waka 和歌, (letteralmente, “poesia giapponese”) composto da 31 “sillabe” articolate in 5 versi, secondo lo schema 5-7-5-7-7.

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