Il flauto di Atsumori – Commento ad uno haiku di Yosa Buson

笛の音に波もより来たる須磨の秋

fue no ne ni nami mo yorikitaru suma no aki

al suono del flauto
alte si levano anche le onde –
l’autunno di Suma

Questo haiku è stato composto da Buson al tempio di Suma (Sumadera), un luogo di culto molto antico e molto amato, noto perché collegato all’antica guerra Ganpei (XII sec.), che vide contrapporsi in quelle terre i clan dei Minamoto e dei Taira, le cui gesta sono state tramandate dallo Heike Monogatari (平家物語).

Trovandosi in questo luogo così denso di storia, Buson non può fare a meno di ricordare l’episodio forse più celebre di questa guerra, la battaglia di Ichi-no-tani (1184), nel corso della quale perse la vita un giovanissimo bushi, Taira no Atsumori (平 敦盛), il quale, essendo nato nel 1169, era all’epoca poco più che quindicenne.
Desideroso di contribuire alla causa della sua famiglia e non riuscendo a controllare il proprio animus pugnandi, Atsumichi aveva sfidato “a singolar tenzone” un esponente del clan dei Minamoto, Kumagai Naozane, il quale lo sconfisse con discreta facilità ma non si riebbe mai dal trauma di aver causato la morte di un ragazzo della stessa età del proprio figlio, ragion per cui decise di abbandonare la via del samurai e di prendere i voti, ritirandosi dal mondo, assumendo il nome di Rensei (Renshō).
Questo elemento di intensa emotività ha contribuito a rendere celebre un episodio altrimenti destinato a svanire nell’oblio dei secoli. Atsumichi e Rensei divennero così i personaggi di numerose opere: racconti, opere del teatro No e del Kabuki, spettacoli di Bunraku e addirittura moderni manga, anime e romanzi fantasy.

Nel suo haiku, Buson fa riferimento al flauto che, tradizionalmente, caratterizza l’iconografia di Atsumori. Si tratta di uno strumento di gran pregio, chiamato Saeda, donato al nonno di Atsumori dall’imperatore Toba e giunto poi al ragazzo come eredità paterna.
Il giovane samurai era un virtuoso del flauto giapponese e pare che la sua maestria fosse tale da incantare chiunque avesse la fortuna di ascoltarlo, comprese le onde del mare, a Suma, che, al tale suono melodioso, si sollevavano in un impeto d’emozione.
L’autunno a Suma si colora, dunque, di una passione antica (quella di Atsumori, direttamente vissuta) e moderna (quella di Buson, nata dalla rievocazione).
Il mare e il cuore si gonfiano, insieme, d’emozione.

Maria Laura Valente

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Immagine: Taira no Atsumori in una xilografia di Kikuchi Yōsai (1781-1878).

PS: longevissimo, Kikuchi Yōsai, al contrario del povero Atsumori!

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4 pensieri su “Il flauto di Atsumori – Commento ad uno haiku di Yosa Buson

    1. Grazie a te, Pasquale. Sono contenta che questo breve commento amatoriale abbia suscitato il tuo interesse. 🙂

    1. Sono felice che questo piccolo contributo ti sia piaciuto, Eufemia cara. Buson meriterebbe di meglio… 🙂
      Ti abbraccio ♡

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